Come Rendere più Credibile l’Orchestra Virtuale

Scrivere la partitura è un conto, renderla più vicino alla realtà con i virtual instruments è tutta’altra cosa. Sicuramente se potessi disporre di un’orchestra vera, farei prima ad ascoltare la musica che ho composto.

Una volta scritta la partitura con Sibelius, la esporto nel formato Midifile, ovvero .mid e la importo in Logic per realizzarla con i virtual instruments, in proposito ho alcuni Template con diverse articolazioni, sia degli archi che dei legni. Questo mi consente di essere più veloce nel processo di organizzazione e di stancarmi meno nel dover cercare tutti gli strumenti che ogni volta mi servono.

Per ottenere il suono che si vuole, spesso la fase della programmazione è la più complessa; ovviamente tutto è mirato a far si che la nostra partitura si avvicini il più possibile al suono di un’orchestra vera; per certi versi siamo avvantaggiati, perchè nel complesso l’orchestra sarà perfettamente intonata, a parte alcuni campioni di alcune librerie che a volte non mi convincono pienamente e di alcuni suoni singoli che hanno degli errori di campionamento.

Per quanto riguarda i legni, ritengo che Vienna Instruments  sia la migliore soluzione, ci sono tante articolazioni che mi aiutano nel rendere più espressivo il brano, come suoni con diversi secondi di durata, trilli, suoni vibrati e non, flatters etc…, programmabili tramite keyswitch ed il suono dei campioni è pulito, reale e chiaro.

Anche il suo lettore è veramente degno di nota, io ormai uso il Vienna Instruments Pro e devo dire che per quanto riguarda la gestione dei suoni è ottimo e non appesantisce la memoria del computer.

Discorso a parte merita l’uso degli archi, credo che almeno al momento ho trovato pace con l’utilizzo della Hollywood Strings Diamond di Soundsonline che considero un po’ la Treccani degli archi, ci si può perdere dentro nell’esplorarla, però il suo lettore, Play, è molto più pesante di Vienna, per cui gestire le risorse del computer è impegnativo, tanto che ho dovuto dedicarle un hard disk SSD per poterla utilizzare al meglio.

Se si vuole spremere fino in fondo questa libreria, bisogna prendere la mano con la programmazione dei controller, i CC (Control Change), i quali consentono di ottenere moltissime variazioni di suoni: vibrati e non, arcate in giù e in sù, cambi di prima seconda, terza e quarta posizione sulla tastiera, portamento, suoni vibrati, molto vibrati e non vibrati.

Io gestisco tutte le informazioni dei CC con il Nanokontrol 2 di Korg.

Nelle cartelle TIGHT e LOOSE, troviamo addirittura dei suoni che eliminano un pò di millisecondi dalla partenza dell’attacco della nota, rendendo il suono incisivo, questi vanno bene nei passaggi veloci. Interessanti anche i suoni che si trovano nella cartella PRO RECORDED RUNS TS, i quali si sincronizzano con il tempo del sequencer (entro certi limiti) vi sono dei frammenti di scale veloci, sia ascendenti che discendenti.

A breve seguirà una tabella riassuntiva da me creata della libreria Hollywood Strings, mi è utile per trovare le articolazioni che mi servono risparmiando del tempo utile.